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mercoledì 4 novembre 2009

La città di Don Gaetano Mauro: Montalto Uffugo


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La città di Don Gaetano Mauro: Montalto Uffugo

Montalto Uffugo conta circa 20.000 abitanti (Montaltesi) e ha una superficie di 78,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 225 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 430 metri sopra il livello del mare.
Montalto Uffugo é e rimarra per sempre la Città di Don Gaetano Mauro, Apostolo del Sud, straordinario sacerdote, devoto della Vergine Maria, e di San Giovanni Bosco.

Don Gaetano Mauro Fondatore dell'ordine religioso degli Ardorini. Nacque a Rogliano (CS) nel 1888. Ancora giovanissimo fu indirizzato alla vita ecclesiastica e fu ordinato sacerdote il 14 luglio 1912. Fu parroco di Montalto e decano della collegiata di Santa Maria della Serra. Durante la prima guerra mondiale fu chiamato al fronte come cappellano militare a Viscone del Torre (Gorizia). In seguito ritornò a Montalto dive fondò l' "Ardor", un'associazione di sacerdoti e laici che aveva come scopo l'assistenza religiosa, sociale e culturale dei più poveri. Nel 1928, insieme ad alcuni collaboratori, fondò una congregazione di catechisti rurali che nel 1943 fu chiamata Congregazione dei Pii Operai Catechisti rurali. Morì nel 1969.


Don Gaetano Mauro come Don Bosco
Don Gaetano Mauro prese ad interessarsi dei fanciulli e dei giovani, totalmente trascurati a Montalto Uffugo e per questo fu accettato dai fedeli, perché educava i loro figli. Ben presto viene nominato “Decano” della Collegiata di S. Maria della Serra e questo titolo verrà sempre usato per parlare con lui o di lui.
In una Italia ormai unitaria, scoppiò la Prima Guerra Mondiale e come tanti altri sacerdoti, anche don Gaetano Mauro il 23 maggio 1915, dovette interrompere la sua attività e partire per il fronte, nel 1916 venne nominato reggente della parrocchia di Viscone del Torre in provincia di Gorizia, lavorando intensamente per i fedeli e per i soldati che lì trascorrevano il loro riposo, tornando dalla prima linea.
Nel 1917 fu fatto prigioniero dagli austriaci e internato nel campo di concentramento di Katzenau, dove a causa dei bombardamenti rischiò la vita e contraendo gravi malattie, si può dire che da allora la sua salute non andò più bene.
Tornato a Montalto nel 1919, dovette stare fermo per inizio di tubercolosi, ristabilitosi, si tuffò con maggiore impegno nell’apostolato specie fra i giovani. E per loro soprattutto, aprì un ricreatorio tra i ruderi di un vecchio convento, istituì una filodrammatica, una banda musicale, una palestra, tanti giochi, aprì un cinema, le scuole diurne e serali (in arti e mestieri, medie e ginnasiali), tutto fece affinché i giovani e gli adolescenti avessero la possibilità di crescere e svilupparsi culturalmente, spiritualmente e professionalmente.



Prova dolorosa
L'intensa attività apostolica di don Mauro subì un arresto improvviso il 9 maggio 1934, allorché, colpito da paralisi, stette tutto il giorno tra la vita e la morte. Vinse la vita. Egli ha sempre ricordato questa data come un miracolo della Madonna della Serra e come l'inizio di una seconda vita.
Nel 1934, proprio a causa del suo male, la Congregazione aveva dovuto chiudere la casa aperta di recente a Cosenza; ma dopo che don Mauro riprese la sua attività furono aperte nel 1939, le case di Petilia Policastro (Catanzaro), in diocesi di Santa Severina, e quella di Roma per gli studi dei seminaristi ardorini.


Don Mauro in Cielo
Dopo la prima sessione del Capitolo Generale Speciale, tenutasi nell' estate del 1968, per l'aggiornamento della vita religiosa voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, le condizioni di salute di don Mauro, che mai si erano ristabilite completamente dopo il 1934, peggiorarono sensibilmente tanto da richiedere assistenza continua.
Il 31 dicembre 1969, alle ore 20:12, nella Casa Madre della Congregazione, in Montalto Uffugo, Don Gaetano Mauro rendeva la sua bell'anima al Signore, circondato dai familiari e da numerosi suoi figli spirituali. I funerali si sono svolti a Montalto Uffugo, nel pomeriggio del 3 gennaio 1970, presenti diversi Vescovi, sacerdoti del clero diocesano, religiosi, parlamentari, le massime autorità civili della Provincia, un picchetto di onore dell'Esercito, rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Rogliano, di Montalto e di altri comuni, collaboratori ardorini, i suoi figli e figlie spirituali e una gran folla venuta da diverse regioni.
La salma è stata tumulata nella chiesa di S. Francesco di Paola, nella Casa Madre della Congregazione, in Montalto Uffugo ove, è oggetto di particolare affetto e devozione dei suoi figli e figlie spirituali e meta di devoti, grati e riconoscenti per favori ricevuti, o imploranti grazie per la sua intercessione. Ci sorride la speranza che il Signore, per le preghiere dei suoi devoti, lo glorifichi anche sulla terra, compiendo, per sua intercessione, un miracolo. E la Chiesa lo elevi, al più presto, agli onori degli altari: testimone di santità per tutti i cristiani, particolare protettore della gente dei campi.

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