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lunedì 18 luglio 2011

Leggi sbagliate e Ingiustizie acquisite !

I privilegi se non sono estesi a tutti i cittadini devono essere rifiutati, ad iniziare dal presidente della Repubblica per finire all’ultimo dei consiglieri comunali. Non possono essere scritte ed approvate leggi che favoriscano qualcuno; chi le scrive e le approva uccide la democrazia. Le pensioni devono garantire una vita dignitosa a tutti, eventuali differenze devono essere contenute entro un limite di decenza. Bisogna smetterla di nascondersi dietro una legge sbagliata e bisogna smetterla di parlare di diritti acquisiti. Per nessuno può esserci il diritto di andare in pensione a 30 anni, o a 50. Per nessuno può esserci il diritto di avere una pensione pagata dallo Stato, quindi da noi tutti, che sia 50, 70, o cento volte superiore alla pensione di un operaio che abbia lavorato onestamente per tutta la vita. Dobbiamo cancellare da subito le leggi ingiuste e ridurre drasticamente i parlamentari e i loro stipendi, che mortificano una intera nazione. Ma lo sapete o no, che il Quirinale (Presidente della Repubblica) costa quattro volte di più che Buckingham Palace ? Allora ci si chiede perché abbiamo cacciato il re? Ma lo sapete, o no, che lo stipendio di un parlamentare tedesco è di 5.500 euro contro i 25.000 euro dei nostri politici ? Ma lo sapete, o no, che in Germania la pensione più alta è di 1.600 euro ? Nessuno può vivere da parassita sulle spalle della gente e lo Stato deve garantire equità e dignità per tutti. Nel 1992, l’allora Capo di Stato Francesco Cossiga disse: Questo Parlamento onnipotente è formato in buona parte da "privati cittadini" che votano leggi senza dover rispondere del loro operato al corpo elettorale. "Siamo l' unico paese a predicare l'onnipotenza parlamentare". Sbagliato. Anzi, sbagliatissimo: "Si afferma che solo il Parlamento é l' unico organo veramente democratico, che gli altri, in fondo, sono un po' fascisti, anche la Magistratura. In realtà, però, l' onnipotenza del Parlamento é la negazione della democrazia".
Art. 3 della Costituzione:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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