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lunedì 29 novembre 2010

Lettera ai benefattori da parte di Padre Ermolao Portella, nuovo Superiore Generale dei Missionari Ardorini

Padre Ermolao Portella è il nuovo superiore generale dei Pii Operai Catechisti Rurali, meglio conosciuti come Missionari Ardorini. E'stato eletto nel luglio del 2010 come quarto successore di Don Gaetano Mauro, fondatore della stessa Congregazione, durante lo svolgimento dell'XI capitolo generale svoltosi a Montalto Uffugo. Padre Portella ha vissuto per 12 anni fra i Campesinos Colombiani dove ha lasciato tracce indelebili della sua straordinaria capacità apostolica. Un pezzo del suo cuore vive a Garzon/Colombia, dove ha svolto con immenso amore il suo compito di Missionario Ardorino, mettendo in pratica tutti gli insegnamenti del suo fondatore, il servo di Dio: Don Gaetano Mauro.      
Cari benefattori, è la prima volta che incontrate una lettera con la mia firma su questa
prima pagina di Ardor. D'ora in poi, con l'aiuto di Dio, continuerete a incontrarle per sei anni, perchè nel recente Capitolo Generale, celebrato dal 5 al 14 luglio nella nostra Casa Madre in Montalto, i Confratelli, convenuti da tutte le nostre Comunità Ardorine, mi hanno eletto Superiore Generale della Congregazione. Con questa elezione essi hanno voluto porre sulle mie spalle il manto della profezia di don Mauro,nostro venerato Fondatore, perchè sia in mezzo a loro il segno e il richiamo della sua presenza viva, che continua a parlare e agire per guidare il cammino della nostra Famiglia Religiosa. A me, ora, è affidato il compito ufficiale di dar voce e attualità alla profezia delle parole e dei gesti con i quali don Mauro continua a fondarci guidarci nell'oggi della Chiesa e del mondo. A me è affidato il compito ufficiale di camminare avanti ai miei fratelli Missionari Ardorini, così come ha fatto lui: alimentando la speranza, confermando il fervore, coordinando la unità nella vita comune e nell'apostolato alla luce del nostro carisma. Però questo compito appartiene anche ad ogni Ardorino, nella sua realizzazione quotidiana: dal fondatore abbiamo ereditato una profezia, quella dell'apostolato rurale e giovanile, insieme a quella della vita comune che alimenta e rende possibile ogni nostro apostolato. Tutti insieme dobbiamo continuare il cammino, quello indicato dal Vangelo, codice fondamentale di ogni Famiglia religiosa, quello indicato fin dalle origini dal nostro Fondatore e quello indicato dall'attualità, così come abbiamo cercato di individuarlo nel Capitolo che abbiamo finito di celebrare. Nel cuore e nelle parole di tutti gli Ardorini partecipanti al Capitolo, c'è un grande desiderio di fedeltà alle nostre origini e fedeltà ai bisogni di oggi, dentro e fuori della Congregazione. C'è un gran desiderio di continuare ad “accogliere con umiltà e gioia il carisma dell'apostolato rurale e giovanile” e condividerlo accogliendo nuove vocazioni per crescere di numero ed estendere il nostro raggio di azione missionaria verso i fratelli che ci aspettano in altre parti del mondo. Vocazioni e missione stanno davanti a noi, come un'attesa piena di speranza e un desiderio di donarci a quelle 'tante anime abbandonate' che toccarono il cuore di Don Mauro, nostro Fondatore. Vocazioni, da accogliere e coltivare,e missione, da realizzare come frutto della nostra consacrazione, sono l'impegno costante che, nel dinamismo misterioso della grazia, ci permette di occupare il nostro posto nella Chiesa come “ piccolo seme gettato nel solco”con la speranza e l'attesa di diventare “pianta fiorente”. Continuando il cammino iniziato da don Mauro, andiamo avanti con umiltà e la fede di chi ha messo la sua vita nelle mani paterne di Dio, ma anche con la coscienza che a noi tocca lavorare, arare, seminare, irrigare, perchè il Signore Dio doni fecondità alla nostra vita interna nella Congregazione e al nostro apostolato esterno. Voi amici benefattori, che insieme con noi avete la gioia e la grazia di appartenere alla grande famiglia Ardorina, siete il ponte, la cassa di risonanza, il sistema capillare che fa arrivare l'eco e il contributo della nostra vita interna e del nostro apostolato in spazo più ampi di quanti possano raggiungere le nostre persone.
Padre Portella con un amico fotograto in Colombia
ultima copertina della rivista Ardor

















Ma soprattutto siete i collaboratori spirituali che sostenete con la vostra preghiera quello che noi siamo e quello che facciamo,quello che dobbiamo fare. Siamo sicuri che in questa nuova fase della vita della Congregazione la vostra preghiera si farà più intensa e si accompagnerà al grande amore e all'interesse abituale con cui seguite la nostra Congregazione. So che nelle vostre case aspettate l'arrivo della nostra rivista: lettera di famiglia e incontro amico amico che ci fa gioire nel raccontarci le cose che il Signore fa per noi e quello che noi riusciamo a fare con il suo aiuto. Questa volta Ardor respira il clima del recente Capitolo Generale: parole immagini mostrano il volto di una Comunità fraterna e apostolica: in essa noi siamo felici di accogliere idealmente tutti voi, i nostri carissimi lettori, per percorrere insieme una nuova tappa di camino ardorino. Il Signore cammina con noi, ci sostiene con la sua grazia, ci rinnova con la sua benedizione.
Padre Ermolao Portella

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