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martedì 19 luglio 2011

Caro presidente della Repubblica, noi non ci riconosciamo più in questo Parlamento

Caro presidente della Repubblica ! Noi non ci riconosciamo più in questo Parlamento. Noi non ci riconosciamo in questa carta costituzionale, un testo scritto da uomini in carne ed ossa, non da semidei, nel secondo dopoguerra. La nostra carta costituzionale è entrata in vigore il 1° gennaio 1948, 63 anni fa. Il mondo è cambiato da allora. Molti suoi articoli sono condivisibili, altri meno o per nulla, altri ancora appartengono a un mondo ideale o sono stati rinnegati o non hanno avuto nessun lieto fine nella realtà perché mai applicati.
Lo Stato deve garantire libertà, istruzione, lavoro, assistenza medica, sanità, giustizia, e soprattutto una vita serena per tutti e una pensione dignitosa ad ogni anziano. Non è più tollerabile che il Parlamento si faccia complici di ingiustizie e di soprusi. I privilegi se non sono estesi a tutti i cittadini devono essere rifiutati, ad iniziare da Lei signor Presidente della Repubblica per finire all’ultimo dei consiglieri comunali. Non possono essere scritte ed approvate leggi che favoriscano qualcuno; chi le scrive e le approva uccide la democrazia. Non possono esserci più pensioni mortificanti di 500 euro e pensioni da nababbo per pochi. Gli sciacalli di destra e gli sciacalli di sinistra sono la parte peggiore dell’Italia. Ancora adesso siedono in Parlamento persone con una fedina pedale torbida. Ad esempio Giulio Andreotti, colluso con la mafia, è stato condannato e continua a sedere in Parlamento come senatore a vita. Non è possibile che un uomo simile si nasconda dietro l’istituzione della prescrizione e nessuno, proprio nessuno, dei parlamentari evidenzi questo scandalo. Ed insieme ad Andreotti c’è un bel gruppo di parlamentari condannati in via definitiva. Tutto questo, oltre ad essere scandaloso, non è più accettabile. E sui senatori a vita c’è moltissimo da dire. Queste persone non rappresentano nessuno, ma proprio nessuno perché non sono stati eletti da nessuno, ma solo nominati dal Presidente della Repubblica. E’ giunta l’ora che questi senatori spariscano dal Parlamento, perché in una democrazia solo il popolo è sovrano. Caro Presidente si faccia davvero portavoce del popolo. Siamo stanchi di leggi sbagliate e di parlamentari che guadagnano 5 volte di più che negli altri paesi europei. Caro presidente siamo stanchi e ci sentiamo mortificati nell’assistere che il 79 per cento di noi Italiani vive con pensioni e stipendi da fame, mentre pochi privilegiati guadagnano anche 100 volte di più di un operaio. In una democrazia queste ingiustizie non dovrebbero esistere. Un saluto da noi Italiani, da quelli che non sappiamo che cosa sia un privilegio, ma che siamo sempre stati orgogliosi di essere Italiani. I privilegi a volte sono ingiustizie acquisite… Buon lavoro signor Presidente.

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